Riserva naturale Sassoguidano
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Flora e Fauna

Flora

I versanti accidentati e a forte pendenza della Riserva hanno condizionato la copertura vegetale, consentendo la permanenza di ampie superfici boscate, con querceti misti e vecchi castagneti da frutto. Sulle pendici assolate che guardano la vallata del Panaro e alla sommità dell'altopiano tra Sassomassiccio e Sassoguidano si sviluppa un querceto a roverella in cui compaiono altre specie tipiche dei boschi xerofili come orniello, acero minore e ciavardello; il rado sottobosco è formato da arbusti di citiso, coronilla, ginestra odorosa, rose selvatiche. Macchie di pungitopo caratterizzano qua e là la lettiera, dove a maggio spuntano le fioriture rosate di Orchis simia. Nei boschi che rivestono i versanti più freschi e ombrosi la roverella si mescola al carpino nero e al cerro; in queste formazioni boscate compaiono anche orniello, acero campestre, acero alpino e pioppo tremulo. Fra gli arbusti abbonda il maggiociondolo e si incontrano nocciolo, corniolo, berretta da prete e madreselva pelosa. All'inizio della primavera il sottobosco si colora dei fiori di primule, viole, erba trinità, che affiancano il verde intenso di ellebori ed erba laureola. Più avanti compaiono le preziose fioriture di varie orchidee, come Listera ovata, Cephalanthera damasonium, Platanthera chlorantha, Epipactis helleborine e Orchis purpurea.

Nei boschi della Riserva é diffuso anche il castagno: begli esempi di vecchi castagneti si incontrano nei pressi della chiesa di Sassoguidano e dell'oratorio di Sassomassiccio, con tronchi spesso rivestiti da muschi e licheni e dalle scure fronde lobate della felce dolce. Nel sottobosco dei castagneti si incontrano anche varie specie erbacee, tra cui spiccano geranio nodoso, cicerchia primaticcia e Dactylorhiza maculata, una bella orchidea dalle foglie macchiettate di bruno. La vegetazione del fondovalle del Lerna è in prevalenza costituita da una fascia arbustiva di salici, a tratti sovrastata da macchie boscate di pioppi neri, salici bianchi, ontani; sulle sponde più rialzate crescono gruppi di noccioli.

Le conche erbose che si alternano ai boschi sono rivestite da folte praterie regolarmente sfalciate, punteggiate da brevi filari di ciliegi e altri alberi da frutto. Nelle brulle zone argillose il paesaggio è invece dominato da arbusteti con ginepro, agazzino, olivello spinoso e pero selvatico, che nei punti più stabili evolvono in macchie boscate di cerri bassi e stentati. Dove affiora il substrato argilloso, a tratti modellato in tipiche forme calanchive, le condizioni più selettive consentono lo sviluppo di poche specie caratteristiche come Ononis masquillieri e Aster lynosiris.

Le nicchie di terreno nei pochi tratti meno impervi sono occupate da arbusti nani e specie erbacee che diventano più evidenti nella tarda primavera, al momento della fioritura. Fra queste ultime spiccano la valeriana rossa, la vescicaria maggiore, la borracine, la stellina purpurea e la stregona gialla.


Fauna

La presenza di pareti rocciose adatte alla nidificazione e di superfici boscate abbastanza estese, come pure l'alternarsi di coltivi, boschetti e ambienti umidi, favoriscono la presenza di una popolazione di uccelli diversificata e numericamente apprezzabile. Gli studi compiuti hanno individuato oltre 80 specie, una settantina delle quali vi compiono le fasi della riproduzione. Le zone rocciose e le pareti più scoscese sono l'habitat preferito di piccoli uccelli come sordone, codirosso, codirosso spazzacamino e del più vistoso codirossone. Diversi rapaci come gheppio, poiana, sparviero, falco pellegrino, lodolaio e falco pecchiaiolo si possono osservare nei pressi del Cinghio e della rupe di Sassoguidano o mentre sorvolano i boschi e i prati vicini. Al tramonto il loro ruolo di predatori viene proseguito da allocco, civetta, barbagianni e altri rapaci notturni, che cacciano nei medesimi ambienti ma scelgono le aree boscate più riparate o i fabbricati abbandonati per trascorrere la giornata e nidificare. Nei querceti e nei vecchi castagneti è facile ascoltare il martellare del picchio rosso maggiore e i versi aspri della ghiandaia o quelli dolci e cadenzati del cuculo; tra il fogliame più fitto si nasconde il frosone, un fringillide dal becco massiccio. Coltivi e zone aperte richiamano upupa, quaglia, averla piccola, sterpazzola, strillozzo, fanello e zigolo nero. Tra i mammiferi sono segnalati vari roditori, dalle piccole arvicole al moscardino e allo scoiattolo ed é stato osservato anche l'istrice. Le aree prative sono frequentate dalla lepre e dal cinghiale, che poi ripara nel bosco, dove può capitare di scorgere il capriolo, la volpe, il tasso e la donnola. Il fondovalle umido del Lerna e lo stagno di Sassomassiccio sono invece ambienti adatti alle esigenze degli anfibi che, insieme agli uccelli, sono una delle note di interesse della Riserva. Nei boschi più freschi si incontrano rospo comune e rana agile, mentre nelle acque dello stagno depongono rana verde, raganella e tritoni. Nel sottobosco umido si può osservare anche la natrice dal collare, mentre altri rettili come biacco, ramarro e lucertola muraiola sono più frequenti nelle aree assolate.

Cinciarella
Cinciarella
(foto di Ettore Ruggeri LIPU)
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