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Aree Protette

Il Parco del Frignano con oltre 15mila ettari di estensione e un territorio che va dai 500 metri sul livello del mare agli oltre 2mila della vetta del Cimone, il monte più alto dell'Appennino tosco-emiliano, presenta un ambiente naturalisticamente ricco ed estremamente variegato. All'interno del Parco del Frignano sono presenti due zone di particolare interesse: sono l'area compresa tra Monte Cimone - Libro Aperto - Lago Pratignano e l'area Monte Rondinaio - Monte Giovo. Entrambe sono sia Sic (Siti di importanza comunitaria) che Zps (Zone di protezione speciale). Dai laghi glaciali ai castagneti secolari, passando per le praterie sommatali, i boschi di conifere e le rocce arenarie del Monte Cimone: chi vuole scoprire tutte le caratteristiche del territorio del Parco deve solo scegliere da dove iniziare. Nell'area protetta si trovano paesaggi incontaminati e una natura rigogliosa, ma anche luoghi di interesse culturale come il museo etnografico che raccoglie testimonianze dell'antica vita contadina, il Giardino botanico Esperia (PDF Esperia2016) e i sette comuni che compongono il Parco, dai centri storici raccolti e splendidamente conservati.

Il Parco dei Sassi di Roccamalatina protegge 2.300 ha di territorio adagiato sulle morbide colline modenesi, dolce paesaggio nell'appennino emiliano fatto di antichi castagneti, boschi e coltivi, nel cui centro svettano imponenti le guglie arenacee dei Sassi. Le componenti principali sono le guglie arenacee dei sassi di Roccamalatina e di S. Andrea. Un'ampia biodiversità di habitat concentrata in poco spazio, permette la presenza di specie come la mediterranea erica arborea a fianco di altre di quota come il faggio e il mirtillo. Ricca è la presenza di orchidee che assieme ad anemoni, campanellini, gigli e ciclamini colorano, nelle stagioni della fioritura, i boschi, le radure e gli ambiti rupestri. Di particolare valore sono gli habitat riconosciuti dall'Unione Europea di Interesse Comunitario quali le foreste alluvionali di ontano o le formazioni cespugliate a Festuco brometalia. Non meno importanti le specie faunistiche: dal tasso all'istrice, dalla volpe al capriolo, dal daino alla faina. Diverse quelle di Interesse Comunitario come il cervo volante, il gambero di fiume, il tritone crestato, il falco pellegrino, la tottavilla, il succiacapre, il rinolofo euriale. Sporadica, ma accertata è la presenza del lupo. Tutt'attorno un'ampia varietà di ambienti aggiungono valore al territorio protetto: dai castagneti degli ambiti montani agli incolti argillosi di bassa collina, dai boschi ripariali dei greti fluviali ai fenomeni di carsismo delle grotte e inghiottitoi, dai coltivi collinari ai piccoli borghi medievali. Tra pievi, antiche torri rondonare e borghi, i Musei del borlengo, del castagno e la Mostra della tigella esaltano la cultura e le specialità tradizionali. Sono oltre 100 i chilometri di sentiero da percorrere a piedi, a cavallo o bike lungo i 12 itinerari segnalati.

La Riserva naturale Casse di Espansione del fiume Secchia comprende la cassa di espansione, un tratto di fiume Secchia per una lunghezza di sei chilometri e terreni agricoli circostanti; al centro di una vasta area urbanizzata che può contare su di un bacino d'utenza di più di mezzo milione di abitanti. Un primo intervento è stato quello di regolamentare le "attività" umane nell'area più naturale per consentirne la necessaria tutela e quindi favorirne il riequilibrio ecologico. Il cuore del parco è diventato area protetta regionale per assicurare la protezione e la conservazione degli habitat, della flora e della fauna, nonché degli ecosistemi acquatici riparali e terrestri, per promuovere le azioni di riqualificazione del paesaggio e di restauro ambientale, svolgere attività di ricerca e di educazione ambientale, realizzare programmi per la conservazione delle specie vegetali padane scomparse o in via di estinzione. Oltre a favorire la rinaturalizzazione delle zone umide, tra gli obiettivi della Riserva c'è anche quello di intervenire nell'area agricola, favorendo in particolare la realizzazione di siepi e alberature che, oltre migliorare il paesaggio, rivestono grande importanza ecologica quali custodi della diversità biologica, seriamente compromessa con l'affermarsi dell'agricoltura specializzata. Per le sue caratteristiche l'area richiama un'abbondante avifauna legata agli ambienti acquatici e rappresenta un ideale luogo di sosta durante gli spostamenti migratori. Oltre agli uccelli vi sono numerosi interessi faunistici legati a mammiferi, rettili, anfibi e pesci. Di notevole interesse vi sono infine gli ambienti acquatici e boschivi.

PDF Pieghevole generale Parchi Emilia Centrale
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