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Parco del Frignano
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Fiumalbo

Provincia: Modena Regione: Emilia-Romagna | Localizza sulla mappa
Sito ufficiale: www.comune.fiumalbo.mo.it

Situato alla confluenza tra rio Acquicciola e rio delle Pozze che vanno a formare lo Scotenna, Fiumalbo è fra tutti i paesi del Frignano quello che ha maggiormente conservato intatto il centro storico e le tradizioni. Nel 2001 Fiumalbo è stata premiata con la Bandiera Arancione del Touring Club, il marchio di qualità turistico ambientale dell'entroterra. Con un territorio che si sviluppa da un'altezza di 800 metri fino ai 2.165 del Monte Cimone, Fiumalbo gode di una notevole varietà di paesaggi e di ricchezza di acque, con boschi di querce miste a carpino, orniello, ontano e alcuni lembi di castagneto, oltre alla foresta di latifoglie caratterizzata da faggi e conifere.

Il nome Fiumalbo deriva da "Flumen Album", con un evidente rimando al fluire delle acque dei torrenti che racchiudono il paese, oppure da "Flumen Alpium". Se l'origine del paese è sconosciuta, si sa però che un primo nucleo abitativo era già presente nel 1038, anno in cui il Marchese Bonifacio di Toscana, padre di Matilde di Canossa, donò al Vescovo di Modena la "Rocca che si chiama Fiumalbo". Anche nel periodo Estense permanerono i buoni rapporti con Modena, testimoniatidagli statuti del Frignano della metà del quattordicesimo secolo cui partecipò tra i "Savi" anche un certo Flumalbius de Flumalbullo, mentre parallelamente si sviluppò una certa reciproca influenza con il versante toscano, evidente anche oggi nella presenza di alcune inflessioni dialettali e di diversi nomi toscani nelle famiglie di Fiumalbo.

Tra i monumenti, da ricordare la duecentesca Chiesa parrocchiale di San Bartolomeo Apostolo (ricostruita e ampliata nel 1592 e oggetto di rifacimenti nei secoli) con il suo portale dotato di protiro rinascimentale, il ricco soffitto a cassettoni, le numerose opere pittoriche e gli arredi sacri. L'Oratorio del Sacramento, poi, annesso alla Chiesa parrocchiale, costruito nel 1593 e ampliato nel 1708, è stato sede della Confraternita del SS. Sacramento ed oggetto di ristrutturazione nel 1997. Alle porte del paese si trova invece l'Oratorio di San Rocco, il cui edificio originario risale al 1418, mentre l'attuale è databile nella prima metà del Cinquecento e presenta caratteristiche del Rinascimento toscano. Tra i numerosi affreschi riconducibili alla pittura provinciale del Cinquecento, di grande interesse è l'opera del 1535 del pittore carpigiano Saccaccini. La Chiesadell'Immacolata Concezione, di fronte alla chiesa parrocchiale, è il risultato dell'ultimo rifacimento nell'ottocento. È detta chiesa "dei bianchi" perché sede dell'omonima confraternita istituita nel 1516. La Chiesa di Santa Caterina da Siena si trova nella piazza principale di fianco alla cattedrale. In origine parte del convento delle suore domenicane sorto nel 1579, fino a qualche anno fa sede "dei rossi", nome che deriva dall'omonima confraternita, e oggi sede del Museo di Arte Sacra,una struttura unica nel suo genere nell'Appennino modenese: al suo interno, una mostra di oggetti di culto tra cui paramenti, statue votive, dipinti, altari e tabernacoli provenienti dalle confraternite storiche del paese, quella dell'Immacolata e quella del Santissimo Sacramento; l'esposizione di testimonianze liturgiche è arricchita da diverse opere artistiche, tra cui una copia della Croce di Fiumalbo del 1400. Degni di menzione sono poi l'Oratorio di San Michele, nato come tempietto romanico del XII secolo e rifatto nell'Ottocento, e l'Oratorio della Madonna del Costolo, di origine tardo-cinquecentesca e rifatto e ampliato prima nel Settecento e poi alla fine del XIX secolo, al cui interno si ammira un bassorilievo con la Natività. Sempre nel centro storico, è visitabile la Mostra permanente degli attrezzi del fabbro presso l'ex-officina del fabbro.In via Coppi si trova la Rocca che nel 1038 era già eretta a difesa del paese con tre torri e cinte murarie, e che fu poi successivamente smantellata. Oggi restano tracce delle fondazioni e la torretta in pietra sorta nell'ottocento su quella preesistente. Da ricordare inoltre le suggestive capanne celtiche con la tipica struttura dei tetti "a scala" nel borgo delle Valdare. Vi sono tracce ben visibili del passaggio dei Celti anche a Doccia, ai piedi del Monte Cimone.

Tra le feste tradizionali, da ricordare la processione in costume dell'antica pia confraternita locale, il 23 e 24 agosto in occasione della festa di San Bartolomeo, patrono di Fiumalbo.


(foto di Archivio Ente Parchi Emilia Centrale)
 
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